Newsletter 5 | 2013

CIM | NEWS

[PREVIEW] TURIN, 24-25 MAY 2013
International Conference “Reenchantment of the World?/Reincantamento del mondo?”
Organizers: Centro Studi Arti della Modernità and CIM | Centro Interuniversitario di ricerca sulla Morfologia “Francesco Moiso”
Contact: Alberto Martinengo
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BOOKS
F. Vercellone, Más allá de la belleza, translated by R. Benéitez Andrés, foreword by D. Hernández Sánchez (Madrid: Biblioteca Nueva, 2013)
Federico Vercellone no se limita aquí a recorrer con minuciosidad y erudición los trayectos habituales en la historia de lo bello. Propone, sobre todo, vías alternativas, itinerarios apenas transitados que, efectivamente, muestran a la belleza alejándose de su sombra clásica, sin perder por ello de vista sus inciertos orígenes. El vínculo, por ejemplo, entre retazos de platonismo e
investigaciones neurocientíficas actuales; las teorías de Goethe y las tendencias ecológicas del presente o algunos problemas clásicos de la estética y la anestetización de nuestras sociedades, permiten a Vercellone observar el territorio de lo bello, justamente, desde aquello que parecería trascenderlo. La belleza es “todavía un proyecto”, afirma el autor, y es tal proyecto, hecho y por hacer, el que recorre este libro: del mito de lo bello, hasta el renacimiento de cierta belleza antigua, actualizada por la necesidad de un pensamiento ecológico. La belleza acoge así su terco pasado, y lo hace, precisamente, atravesándolo desde su más allá.

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BOOKS
F. Vercellone, Dopo la morte dell’arte (Bologna: il Mulino, 2013)
Da quasi due secoli la questione della morte dell’arte appassiona la riflessione filosofica e le pratiche artistiche. Se fu Hegel il primo a rilevare che l’arte non costituisce e nemmeno può più rappresentare la verità e il centro di una cultura, è nel Novecento che il tema diventa ineludibile. Ma è davvero morta l’arte? Artisti e pensatori, a partire dall’avanguardia storica per giungere sino alle teorie dell’arte contemporanee, non hanno mancato di confrontarsi con questo interrogativo, come mostra il libro, sottolineando come il quadro sia oggi radicalmente mutato per l’impatto che sull’esperienza estetica ha prodotto l’avvento delle tecnologie digitali.
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OTHER NEWS

TURIN, 28 MARCH 2013, H. 18.30 | GAM Galleria civica d’Arte Moderna e contemporanea
Grand opening of the new exhibition itinerary “Infinito, Velocità, Etica, Natura”, by Federico Vercellone, John Elkann, Luciana Castellina, Massimiliano Fuksas
Venue: GAM, Via Magenta 31, Torino
Organizer: GAM | Galleria civica d’Arte Moderna e contemporanea Torino
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TURIN, 9 APRIL 2013, H. 17.00 | Fondazione C. Feyles
Public debate on J. Maritain’s book Distinguere per unire. I gradi del sapere (Brescia: Morcelliana, 2013)
Venue: Fondazione C. Feyles, via Maria Vittoria 38, Torino
Discussants: Claudio Ciancio, Franca D’Agostini, Vittorio Possenti, G. Riconda
Organizers: Ufficio di Pastorale della Cultura (Torino) and Centro Studi Filosofico-religiosi “Luigi Pareyson”
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PALERMO, 11-12 APRIL 2013 | Università di Palermo
Conference on “Comunità e pluralità”
Venue: Università di Palermo | Polididattico, Viale delle Scienze, Edificio 19
Speakers: Andreas Arndt, Rosaria Caldarone, Carla Danani, Francesca Di Lorenzo, Adriano Fabris, Enrico Guglielminetti, Sandro Mancini, Giuseppe Nicolaci, Luigi Ruggiu, Leonardo Samonà, Giancarlo Zanet
Organizers: Dipartimento di Scienze Umanistiche and Dottorato in Scienze Filosofiche
Contact: Giancarlo Zanet
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UDINE, 17-18 APRIL 2013 | Università di Udine
Workshop on “Immagine e azione”
Venue: Università di Udine | Sala Florio, Vicolo Florio 1
Speakers: Caterina Barbon, Alessandro Bertinetto, Silvia Contarini, Luca Cossettini, Alessandro Del Puppo, Simone Furlani, Luca Grion, Salvatore Lavecchia, James Hamilton, Cosetta Saba, Lucia Zanuttini.
Organizer: Università di Udine | Dipartimento di Studi Umanistici
Contact: Alessandro Bertinetto
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BOOKS
T. Griffero, Quasi-cose. La realtà dei sentimenti (Milano: Bruno Mondadori, 2013)
Cosa sono le quasi-cose? Anzitutto le atmosfere, cioè i sentimenti effusi nello spazio e che di solito non possiamo modificare, ma anche il dolore, la cui aggressività costituisce al tempo stesso una garanzia identitaria del soggetto. E poi la vergogna, sia personale sia vicaria (quella che proviamo per chi “dovrebbe” vergognarsi!), il corpo proprio, le cui “isole” eccedono gli organi del corpo fisico, lo sguardo, tanto aggressivo, nella vita quotidiana come nel ritratto, da produrre un’emorragia della nostra identità, e infine la luce crepuscolare nella sua suggestiva vaghezza. Tutti noi descriviamo le quasi-cose, le collochiamo in uno spazio, riconosciamo loro un’identità intersoggettiva e amodale, e soprattutto ne avvertiamo affettivamente l’invadenza. Sebbene effimere, intermittenti e prive di una causa loro esterna, le quasi-cose instaurano infatti una specifica comunicazione col corpo proprio di chi percepisce, generando lo spazio affettivo in cui questi si trova e che in vario modo lo condiziona. A una filosofia che non sia esercizio astratto, ma riflessione su come ci si sente qui e ora, spetta allora riconoscere che delle quasi-cose e delle qualità affettive che esse generano non può fare a meno nessun repertorio ontologico degno di questo nome.
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